<Back



ARTIST STATEMENT

Una volta mi è stato detto che mi sarei lasciato sbranare da un leone che si fosse trovato di fronte a me. Non l’avrei visto perchè sedotto dal procione acquattato nella sua ombra.
Tutte le mie attenzioni sono sempre andate a quei residui nascosti nell’ombra. Una sineddoche protettiva in grado di guidarmi all’esplorazione del tutto, dato per piccole parti, meno abbaglianti e dallo statuto incerto.
Il mio procedere è quello dell’atleta alla conoscenza e costruzione del proprio corpo attraverso uno strumento: l’esercizio. L’esercizio è la pratica della disciplina del corpo e della mente, spirito e psiche. L’intera esistenza procede seguendo la prassi dell’avvicinamento per tentativi a un modello.


Aldo Carotenuto afferma che la stessa costruzione dell’identità è un esercizio, è ricerca di un oggetto, decisivo e irrinunciabile. Oggetto che si può solo tentare di avvicinare, che non si può ri-conoscere ma solo conoscere, ogni volta per la prima volta.


La mia ricerca artistica indaga organismi al limite del collasso, opera sull’ipotesi del fallimento inteso come un insieme di prove e condizioni propositive, sulla reiterazione che implora un’uguaglianza che è solo simile, ma mai identica, sullo spazio d’esistenza che evidenzia continuamente un’imperfezione narratrice di verità o di verosimile. La mia forma artistica contiene la specificità di perseguire lo srotolarsi dell’errore e l’inconscia volontà di lavorare sul falso identico ovvero sulla sedimentazione delle forme. Un falso identico che contempla lavori differenti, anche se solo linguisticamente, un’ipotesi di arte relazionale che si moltiplica tra analisi più intimiste o maggiormente rivolte al sociale. Una ricerca pronta a denunciare, ma in stato di apparente silenzio, che si svela attraverso la lateralità di frammento, carta, indugio, ossessione, mutazione.


---


Once someone told me that I would have torn by a lion that was found in front of me . I would not have seen him because seduced by the raccoon cowering in his shadow.
All my attentions have always gone to those residues hidden in the shadows. A protective synecdoche able to guide the exploration of all, since for small parts, less dazzling and bylaws uncertain.
My approach is the one of the athlete to the knowledge and construction of his body through a tool : the exercise . The exercise is the practice of the discipline of body and mind, soul and psyche. The whole existence following the practice of the approach, throw attempts, to a model.


Aldo Carotenuto said that the construction of identity is itself an exercise , it is an object of research , crucial and indispensable . An object that you can just groped to approach , you can not re-learn but just know , each time for the first time.


My research investigates organisms on the edge of collapse, operates on the assumption of failure is understood as a set of test conditions and recommendations, the reiteration that begs an equality that is only similar , but not identical , on the space of existence which highlights continuously imperfection narrator of truth or verisimilitude. My art form contains the specificity of pursuing the unraveling of the error and the unconscious desire to work on the same false or sedimentation on the forms. A false identical contemplating different works, even if only linguistically , a hypothesis of relational art that multiplies analysis more intimate or more in the social sector . Research ready to denounce , but in a state of apparent silence, which is revealed by the laterality of the fragment, paper, delay , obsession, mutation.