<Back



ARTIST STATEMENT

La mia ricerca artistica si focalizza sul tema dell'effimero, del disequilibrio e della difficoltà al mantenimento di una forma stabile. Indago materiali e tecniche propri della pittura, e non solo, per parlare d’altro, di una condizione di cui è impregnata la contemporaneità. Ho realizzato installazioni attraverso l’antica tecnica dello spolvero: pigmento semplicemente depositato a parete ed esposto al rischio continuo della distruzione.
Precari e volatili i miei interventi raccontano l’inconsistenza e la leggerezza cui è indotto il soggetto contemporaneo, il costante bilico tra la libertà di pensarsi sempre in grado di cambiare e l’insicurezza cui inevitabilmente induce questa condizione. Ho inteso dare voce all’infinitamente piccolo, al transitorio e al fragile indagando la natura, le potenzialità e il limite dei materiali (polvere, tessuti, carta, plastica..) e dei media (pittura, disegno, video, installazione) che ho incontrato ed assorbito lungo la strada.

La mia indagine va avanti grazie alla sperimentazione e alla scoperta della struttura di vari organismi, dall’ umano all’ animale, quando il corpo altro non è che questa palestra dell’incerto. Uccelli, cervi, topi, tuffatori… sono metafore, specchi che costruisco e manipolo a che ci si possa riflettere qualcosa di più grande e complesso. Mi sforzo nell’analisi e nella ricerca costante dell’errore, dell’imprevisto e dell’incontrollato. Il lavoro diventa così occasione di scoperta e ampliamento del mio bagaglio, costante rimessa in discussione, indagine del mondo, delle cose che lo popolano e dell’equilibrio che tiene tutto insieme.
Ogni lavoro si configura sempre quale porta di accesso a qualcosa di assolutamente nuovo e in questa progressione per tappe sta, credo, il senso della mia ricerca. Credo sia fondamentale la consapevolezza del percorso fatto per poter rendere davvero necessario l’andare avanti.


My artistic research is focused on what is transitory and on the clash and the difficulty of keeping the forms steady. I look into the materials and techniques that are typical of painting (and not only this form of art) to express something else, i.e. the condition of contemporaneousness. I made some installations using the ancient technique of pouncing: it is about simply putting the pigments on the wall and leaving them exposed to a continuous risk of destruction.
My works, which are precarious and volatile, tell about the inconsistency and frivolity to whom the contemporary human beings are induced; it is the constant balance between the freedom of thinking that we can always change and the insecurity that this condition unavoidably brings. I want to let what is infinitely small, transitory and fragile speak out. . During my career I have came across several kinds of materials (powder, textiles, paper, plastic…) and media (painting, drawing, video and installations) and I have experimented their qualities, potentialities and limits.
My study continues also through the experimentation and discovery of various organisms’ structure, from the human being to animals: bodies are the playing grounds owned by what is uncertain. Birds, stags, rats, divers…they are metaphors. They are like mirrors that I build and manipulate to allow something bigger and more complex to be mirrored. I put my efforts in constantly analyzing and researching what is wrong, unexpected and uncontrolled. My work, therefore, becomes a chance to discover new things enriching my knowledge; it always puts me under discussion, letting me see the world and what lives in it, trying to understand the balance that keeps everything together.
Each of my artworks is always like a door to something that is absolutely new and I believe that the sense in my research lays in this stage by stage progression. In my opinion, being aware of our own journey is really essential to move further.